Il Pranayama

Uno degli obiettivi dello yoga è quello di garantire la libera circolazione delle energie praniche a tutti i livelli, da quest’ arte o scienza ci vengono quindi forniti tutti gli strumenti necessari a tale raggiungimento: la pratica degli asana assicura un metabolismo energetico corretto, per raggiungere una salute dinamica anche sul piano mentale, ci è dato come strumento il pranayama. Prana significa energia, o soffio vitale che riempie l’universo. Ayama vuol dire invece «estensione» o «espansione».
Con il termine pranayama non si intende solo “tecnica di respirazione”, ma il meccanismo attraverso il quale è possibile assorbire, controllare e dirigere il prana, l’energia vitale, con lo scopo di rendere la mente stabile, forte, tranquilla e di risvegliare le nostre potenzialità.
Secondo gli Yoga Sutra di Patanjali (uno dei testi fondamentali per lo Yoga), il pranayama costituisce uno degli otto “anga”, ovvero uno degli otto “arti” o “gradini” dello yoga.
Un metodo per assorbire ed indirizzare l’energia vitale nel corpo, rendere la mente stabile e col tempo raggiungere un livello superiore di coscienza.
La pratica del pranayama fa da “ponte” tra “corpo fisico” e “corpo sottile”, attraverso il controllo e l’estensione del respiro possiamo dirigere la nostra energia vitale. Come ormai anche scientificamente dimostrato, il modo in cui respiriamo condiziona i nostri stati mentali, ecco che il controllo del respiro diviene anche uno strumento per controllare la mente!
Sarà quindi importante includere nella nostra pratica anche questo aspetto.

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